lunedì 8 febbraio 2010

296: Mostra di Giuliana Cunéaz

Giuliana Cunéaz
Parma, Tpalazzo

Animazione video e nanotecnologie, infinitamente piccolo e dilatazioni in profondità 3D. Ma lasciando sugli schermi tracce antiche, disegni, colori nati dal pennello...

Uccellini picchiettano ripetutamente un tronco che continua a cambiare, mutevole nei colori, per le linee che lo attraversano, con vibrazioni quasi elettriche. Ma sulla superficie di quella profondità che scorre, quieti sullo schermo, fra tanta lucentezza, stanno altri piccoli volatili, fermi, dalle tinte più opache, capaci di trasmettere una sensazione concreta di materia nota, quei piccoli becchi, piume e ali, nati dal pennello che dipinge, che crea artigianalmente immagini, forme.

Svela questa felice compresenza di tecniche, di visioni - 3D ed esperienza antica della pittura - il lavoro di Giuliana Cunéaz (Aosta, 1959; vive a Milano) in Photosyntesis, che dà il titolo della videoinstallazione in mostra, flusso perenne di immagini luminose, aggregazioni di parti, nuove composizioni di elementi abitualmente invisibili all’occhio nudo, diviene titolo anche di tutto il percorso espositivo.
In occasione di questo seconda personale, dopo Davide Coltro, per il ciclo intitolato Dialettiche temporali, una rassegna “che intende riflettere sul concetto del tempo e del temporaneo” - gli artisti invitati sono affini proprio per la ricerca su supporti luminosi, per l’uso di tecnologie digitali -, sono state inaugurate due nuove sale di Tpalazzo, il Palazzo Dalla Rosa Prati, che si trova in uno dei più begli angoli di Parma, di fianco al superbo Battistero dell’Antelami.

Storia depositata nel tempo e nuove ansie espressive, dunque: così anche per Cunéaz, che gioca con le proporzioni dell’infinitamente piccolo, le nanotecnologie, dilatando particelle che evocano fondi marini, ricerche chimiche e biologiche, ma complicando ulteriormente le immagini con elementi dipinti, creati come dialogo aperto, come tenace necessità d’intervento umano, culturale.
Quanto esiste in natura segretamente viene consegnato allo sguardo in forma dilatata, artificiale. E quel continuo andare, azione nascosta, trova pausa, originale creazione, nell’inventività dell’artista che dipinge lo schermo.

Come villi e flessibili palline, strani fiori mobili, superfici ondeggianti, geometrismi e simmetrie che si sfaldano e quindi si ricompongono, confronto aperto, colorato, tra scienza e arte, dinamismo e staticità, superficie e strati profondi nelle diverse opere esposte: così in Spores and pollens grains, Nanomushroom e Nanoparticles and dandelion clock, in fotografia anche nel piccolo catalogo pubblicato da MUP - Monte Università Parma.

dal 23 gennaio al 7 febbraio 2010
Giuliana Cunéaz - Photosyntesis
a cura di Chiara Canali
Tpalazzo - Palazzo Dalla Rosa Prati
Strada Duomo, 7 - 43100 Parma
Ingresso libero
Catalogo MUP - Monte Università Parma
Info: tel. +39 0521386429; fax +39 0521502204; info@temporarypalazzo.it; www.temporarypalazzo.it;

295: Il Futurismo nella fotografia

Il Futurismo nella fotografia
Pordenone, Palazzo della Provincia


Lo strappo di Marinetti & Co. contro la concezione ottocentesca della fotografia come disciplina positivista. La creazione dei nuovi codici visivi futuristi in un excursus storico di oltre 120 scatti...

Per l’avanguardia futurista, la fotografia dalle fattezze armoniose di ispirazione pittorialista è cosa assolutamente superata, come scrivono Marinetti e Tato nel Manifesto della Fotografia Futurista del 1930.
Sono già altri i modelli di riferimento, come la rottura rispetto alla tradizione, l’infrazione delle regole; l’eversione tipica del Futurismo è infatti già rintracciabile nei primi multiritratti a specchio di Vittorio Alinari, che frantumano lo spazio e moltiplicano la realtà, inducendo a una riflessione sullo sdoppiamento dell’io. Tuttavia, il cammino della fotografia verso l’olimpo delle arti è inizialmente tortuoso, considerate soprattutto le diffidenze degli stessi futuristi, tra i quali Boccioni che, sulla base del pensiero bergsoniano, ritengono la fotografia un sussidio della pittura, un medium freddo che congela l’élan vital, uno strumento puramente meccanico privo dell’atto creativo del soggetto proprio delle arti tradizionali.

Proveranno i fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia a dar voce all’“insonnia febbrile”, a quel principio dell’arte-azione e al vitalismo tipico dell’approccio futurista, con la tecnica rivoluzionaria del fotodinamismo (Salutando, 1911; Dattilografa, 1913), seguiti da Fortunato Depero che, con gli eloquenti e ironici autoritratti Riso Cinico e Autoritratto con Pugno, si contrappone agli autori decadenti delineando una precisa visione del mondo.

La ricerca futurista prosegue e la fotografia italiana si apre alla modernità internazionale, collegandosi anche alle altre avanguardie europee, tanto che molti fotografi, non futuristi, aderiscono al movimento in funzione della sua poetica sperimentale. La mostra passa in rassegna i generi espressivi esplorati in maniera episodica e intuitiva tra gli anni ‘20 e ‘30: la ritrattistica e le immagini di stati d’animo (Io + gatto di Wanda Wulz, 1932; Radiosintesi di Ferruccio Demanins, 1932), la fotografia come efficace strumento propagandistico e politico, il fotomontaggio e il fotocollage (la serie Giochi Olimpici di Paladini, 1934), il camuffamento d'oggetti che approda nei ritratti sovversivi di Munari, la fotografia d’architettura, le immagini dove è centrale l’indagine sulla luce (Madonna col bambino di Guarnieri, 1931).

Merita un cenno il rapporto del Futurismo con il regime fascista e l’iconografia militare, che si traduce in immagini paradossali, dove i simboli alienanti dell’avanguardia sono usati per rappresentare il regime. Tato e Bertoglio, il primo attraverso il fotomontaggio (La rivoluzione italiana, 1931-32), il secondo attraverso l’inquadratura e la geometria formale (Simboli dell'impero, 1937; Il decennale, 1932), regalano visioni metaforiche, astratte ed estranianti.

La carica innovativa e sperimentale di queste, come di tutte le altre fotografie presenti in mostra, non può che risultare stupefacente, tanto per le tecniche usate quanto per i significati e i sensi che celano. Paradigmi che ancora oggi sono applicabili alla contemporaneità.

dal 5 dicembre 2009 al 7 febbraio 2010
Il Futurismo nella Fotografia
a cura di Giovanni Lista
Palazzo della Provincia
Via Garibaldi, 8 - 33170 Pordenone
Orario: da martedì a venerdì ore 15-19; sabato e domenica ore 10-19
Ingresso libero
Catalogo Alinari, € 28
Info: tel. +39 0434231418; fax +39 0434231410; cultura@provincia.pordenone.it; www.provincia.pordenone.it

sabato 6 febbraio 2010

294: Lenti Zeiss serie ZF.2



Di lavoro fatto in questo campo Zeiss ne ha mostrato parecchio l'hanno passato, all'inizio del 2010 arrivano le novità di un percorso che non si è fermato: il rinnovo dei vetri con baionetta F e CPU integrata per interfacciarsi alle fotocamere digitali di Nikon continua.

Già perché se Zeiss significava in passato qualità ottica ai massimi livelli, nel mondo del digitale pochi avventurieri scelgono di mettere da parte gli automatismi di scatto come la priorità dei tempi o il sistema Program per guadagnare il contrasto e la nitidezza di una lente Zeiss.

È iniziata allora una integrazione tra la solida ed affermata qualità ottica dei vari Distagon e Planar, con elementi elettronici più moderni come una CPU di gestione dell'apertura che consenta non solo di lavorare in manuale ma anche in semiautomatismo e automatismo, che possa trasmettere alla fotocamera i dati necessari a far lavorare al meglio gli algoritmi di esposizione che devono parte delle loro performance anche ai dati exif.

Nasce così la serie ZF.2 che al momento raccoglie otto vetri Zeiss tra i quali: 18 mm F/3.5, 21 mm F/2.8, 35 mm F/2, 50 mm F/2 e 85 mm F/1.4 già disponibili dallo scorso novembre, ai quali si aggiungeranno questa primavera l'obiettivo Distagon T* 28 mm F/2.8 e il Macro Planar T* 100 mm F/2. È la stessa Zeiss che lascia trapelare anche la notizia della riprogettazione completa del Distagon T* 25 mm F/2.8, ma di questo se ne riparlerà più avanti.

Se pensate che queste siano lenti inarrivabili potreste ricredervi considerando il fatto che a meno dell'IVA i prezzi si aggirano tra i 545 ed i 1386 euro a seconda dell'obiettivo. Prezzi che a ben guardare rimangono in linea con le serie professionali delle singole case.

giovedì 28 gennaio 2010

293: iPad

iPad.

Devo dire altro?

Non credo, giusto?

Vi risparmio tutte le storie, e metto solo il link al sito Apple.

http://www.apple.com/ipad/

martedì 26 gennaio 2010

292: Seravezza Fotografia, dal 30 gennaio al 5 aprile 2010 gli scatti di Nachtwey

Seravezza Fotografia, dal 30 gennaio al 5 aprile 2010 ospiterà gli scatti di un grande della fotografia James Nachtwey.

Si aprirà il prossimo 30 gennaio 2010 la settima edizione di "Seravezza Fotografia" con la mostra "INFERNO ˆ l'Occhio Testimone" di James Nachtwey, tra i più importanti fotoreporter di guerra contemporanei. La manifestazione che si svolge nel cuore della Versilia Storica, è organizzata dalla Fondazione Terre Medicee di Seravezza (Lu) nella splendida e rinnovata cornice del Palazzo Mediceo in collaborazione con la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e il Circolo Fotografico "L'Altissimo" con il Patrocinio della Provincia di Lucca e di Manta Stampe d'Arte.

Curata da Libero Musetti, Seravezza Fotografia oltrepassa l'ambito strettamente fotografico e con la mostra di Nachtwey fissa una tappa nel percorso che segna un divisorio con le mostre precedenti. Questo perché nell'opera di James Nachtwey il dolore folle della vita prende il sopravvento anche sull'estrema bravura tecnica del fotografo, e della sua grande audacia, per cui solo visitando la mostra si può capire cosa è in grado di avvenire per mano dell'uomo. Le immagini esposte confermano purtroppo il luogo comune che a volte la realtà supera la fantasia, in questo caso però il luogo è teatro di atrocità, ripetute all'infinito e in tal modo quasi perse nella normalità di una informazione spesso indifferente e dove proprio l'indifferenza sarà la prima a mettersi da parte, poiché per essa non vi è posto.

Seravezza Fotografia propone anche corsi, workshop con maestri consacrati e talenti nuovi, letture portfolio e mostre collaterali nelle adiacenti Scuderie Granducali. Il programma prevede dal 30 gennaio al 14 febbraio la mostra di Giorgio Tani, dal 20 febbraio al 7 marzo quella di Marcello Carrozzo e dal 20 marzo al 5 aprile saranno esposti gli scatti di Antonio Manta. Dal 13 al 14 marzo sempre alle Scuderie Granducali ci sarà un incontro tra le associazioni fotografiche dal titolo "Micromosso ˆ foto e convivialità". Altre mostre saranno allestite presso la Cappellina Medicea.

Gli incontri di cultura fotografica saranno caratterizzati da grandi nomi del panorama fotografico, con il ritorno di Francesco Cito e inoltre Letizia Battaglia, Mario Cresci e Roberto Kusterle. Numerosi i Workshops proposti per questa settima edizione da Ivo Balderi, Giovanni Umicini, Onnik Pambakian e Antonio Manta e da non dimenticare l'appuntamento ormai consolidato con le letture portfolio con Giorgio Tani e Giorgio Rigon. Book shop a cura di HF Distribuzione".

L'orario di apertura della mostra è dalle 15.00 ˆ 19.30 (chiuso il lunedì).
Il prezzo del biglietto intero 5 euro ridotto 3, informazioni:

Ufficio Cultura Comune di Seravezza: tel. e fax 0584.756100
e-mail:
palazzomediceo@comune.seravezza.lucca.it - uturismo@comune.seravezza.lucca.it
sito:
www.palazzomediceo.com

James Nachtwey, breve biografia.
James Nachtwey è nato a Syracuse, stato di New York, nel 1948 ed è cresciuto nel Massachusetts. Ha frequentato il Dartmouth College dal 1966 al 1970, dove ha studiato Storia dell'Arte e Scienze Politiche. È profondamente segnato, nella sua scelta di diventare fotografo, dalle immagini della guerra nel Vietnam e del movimento per i Diritti Civili. Ha cominciato a lavorare come fotogiornalista nel 1976 per un quotidiano locale del New Mexico. Nel 1980 si trasferisce a New York dove comincia a lavorare come fotografo freelance. Nel 1981 Nachtwey ha svolto il suo primo incarico all'estero in Irlanda durante lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA. Da allora, Nachtwey ha dedicato sé stesso a documentare guerre e conflitti sociali. La sua attività di fotoreporter si è svolta in numerosi paesi quali El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti. Nachtwey lavora per il Time dal 1984, ha lavorato per l'agenzia Black Star dal 1980 al 1985 ed è stato membro della Magnum Photos dal 1986 al 2001. Nel 2001 è diventato uno dei membri fondatori dell'Agenzia VII.

venerdì 22 gennaio 2010

291: Casio Exilim EX-FH100, raffiche a 40fps e filmati a 1000fps!

Casio sembra ben intenzionata a conquistare gli amanti della fotografia ad alta velocità, questa volta ci prova con una compatta dal sensore CMOS particolare, che promette di tenere una buona sensibilità e delle velocità da urlo...

L'Highspeed incontra l'eleganza: nel suo corpo elegante la High Speed EXILIM EX-FH100 nasconde molte funzioni ad alta velocità, come la ripresa di immagini in serie Highspeed, che consente di scattare fino a 40 foto al secondo, oppure la ripresa video Highspeed, che permette di registrare fino a 1.000 immagini al secondo. L'innovativo sensore immagini retroilluminato CMOS Highspeed da 10,1 megapixel permette di ottenere fotografie nitide, ricche di dettagli e dai colori straordinariamente vivaci. Inoltre, grazie allo zoom ottico 10x con stabilizzatore d'immagine meccanico e all'obiettivo grandangolare da 24 mm, la fotocamera è in grado di avvicinare anche i soggetti più lontani.

Attualmente non ci sono vere e proprie recensioni, ma solo qualche anteprima, sarà interessante vedere come si comporta con il rumore ed il risultato dei video ad altissima velocità.

Ovviamente i valori sono talmente alti che la qualità dell'immagine sarà insignificante. Pensate che la macchina è in grado di mantenere la risoluzione VGA (per i troppo giovani ricordo che è 800x600) a 120 fps. A 1000 fps cosa accadrà?

Maggiori informazioni sul sito Casio.

290: Luci d'Ombra. Viaggio per le antiche stanze dell'ex ospedale psichiatrico...

Si apre martedì 2 febbraio a Villa Paolina Bonaparte di Viareggio, nell'ambito delle manifestazioni per il centenario della nascita di Mario Tobino e organizzata dal comune di Viareggio, Assessorato alla Cultura, la mostra "Luci d'Ombra - Viaggio per le antiche stanze dell'ex ospedale psichiatrico di Maggiano" del fotografo viareggino Giovanni Nardini.

Si tratta di un altro viaggio nella memoria, di quelli a cui ormai Nardini ci ha abituato, attraverso i luoghi deserti del manicomio, quella struttura un tempo così possente da incutere quasi timore e oggi così mansueta. La macchina fotografica ripercorre e indaga attraverso i lunghi corridoi abbandonati, i grandi saloni, le celle sporche e i bagni devastati, tracce di vite vissute ai margini, dove il confine tra la normalità e la follia diventa veramente sottile.

A quasi trent'anni dalla legge Basaglia, che fece chiudere i manicomi denunciandone in qualche modo le condizioni in cui vivevano i malati di mente e a quasi dieci anni dalla dimissione degli ultimi degenti, la struttura, oggi abbandonata e preda di vandali, rimane altera quasi monumentale. Convento prima, poi convertito in ospedale, Maggiano si erge su una collina vicino a Lucca ed è stato celebrato e reso famoso dai libri dello scrittore Mario Tobino che qui fu medico psichiatra e visse, nelle sue stanze all'interno dell'ospedale, la maggior parte della sua vita, " perché è solo all'interno che si può conoscere la pazzia".

Nardini, con timore e rispetto, è entrato in questi luoghi del dolore e della sofferenza. Oggi non si sentono più urla e deliri, non si vedono le nudità o i gesti inconsulti di chi non è capace di scegliere, ma tutto intorno ce ne parla, ci fa rivedere personaggi memorabili descritti da Tobino. La forza delle immagini, i potenti scatti in bianco e nero hanno un forte potere evocativo e lo spettatore non può fare a meno di essere catturato da quest'atmosfera, i chiaro-scuri, le luci e le ombre sembrano riprodurre appieno l'alternanza dei momenti di "lucida follia".

Dice Nardini nella sua presentazione: "Non vi erano più i matti, eppure ogni cosa mi parlava di loro, di quel misterioso dio che viveva dentro di loro, ho fotografato il buio del dolore, della follia, ho gettato la luce della fotografia nei resti delle vite, nei segni labili che il tempo lasciava ".

Questo percorso fotografico tenta di penetrare il silenzio, di dar voce a chi non ha parole, di cogliere come dice Tobino quella "misteriosa e divina manifestazione dell'uomo" che è la pazzia.
Il lavoro è composto da circa cinquanta immagini di cui quattordici ingrandimenti sono stati stampati nello studio Paolo Valli, stampatore fin art, di Massarosa. La mostra, con il patrocinio della Fondazione Mario Tobino, rimarrà aperta fino al 21 febbraio a Villa Paolina, via Machiavelli 2, Viareggio.

Luogo: Villa Paolina Bonaparte, Via Machiavelli 2 , Viareggio (LU).
Date Dal 2 febbraio al 21 febbraio 2010. Inaugurazione 2 febbraio ore 17.30
Orari: Da martedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00.
Ingresso: libero
Organizzatore: Comune di Viareggio. Assessorato alla cultura Viareggio. Patrocinio Fondazione Mario Tobino.
Per informazioni: Settore Cultura Comune di Viareggio tel. 0585 961076 - 0584 966338 www.comune.viareggio.lu.it