mercoledì 24 febbraio 2010
310: Sigma introduce lo stabilizzatore sullo zoom 17-70 mm
309: In arrivo a breve la Canon EOS 1Ds Mark IV da 32 megapixel?
308: Un italiano vince il World Press Photo
307: Sony: nuove reflex e hybrid camera in arrivo
306: Nuove lenti Sigma APS-C, fra cui un super grandandolare 8-16mm
305: Cinque nuove ottiche per la ibrida Samsung NX10
Pancake Lens (Jan 2010) - 30mm F2
Standard Zoom Lens (Jan 2010) - 18-55mm F3.5-5.6 OIS
Tele Zoom Lens (Jan 2010) - 50-200mm F4-5.6 OIS
Standard Zoom Lens (H1 2010) - 18-55mm F3.5-5.6, Non OIS
Compact Zoom Lens (H2 2010) - 20-50mm F3.5-5.6
Wide Pancake Lens (H2 2010) - 20mm F2.8
Super Zoom Lens (TBD) - 18-200mm F3.5-6.3 OIS
Macro Lens (TBD) - 60mm F2.8
lunedì 22 febbraio 2010
304: Magico Carnevale 2010

Programma e info: www.fotoincontri.nete-mail posta@fotoincontri.net
303: Margherita Manzelli | Due
La Collezione Maramotti è lieta di presentare DUE, una mostra di nuovi lavori di Margherita Manzelli.
La mostra ospita due tele ad olio, di uguali dimensioni, alle quali l'artista ha lavorato contemporaneamente per questo progetto espositivo. I due dipinti sono uno chiaro e uno scuro, posizionati simmetricamente nello spazio espositivo, per conferire loro la stessa possibilità di raggiungere intensità pittorica, operando su due toni opposti.
Margherita Manzelli non usa modelle né fotografie; la pittura, che per lei è lo strumento più semplice, più istintivo, cattura le precise immagini che ha nella testa, conducendo l'invisibile dentro al reale del dipinto.
La pittura, stratificandosi e cancellandosi, decomponendosi e ricomponendosi, diventa l'unica realtà in cui immagini sulla tela e immagini immateriali giungono a sfiorarsi, sovrapponendosi.
Le immagini che abitano i suoi quadri sono archetipi umani femminili, figure sempre più arcaiche, attualizzate formalmente con gestualità e posture spesso forzate, il cui scopo è di rincodurre le figure al ruolo di concise forme nello spazio, soggette alle regole dei valori formali.
Lo sfondo si distacca totalmente, assume grande rilievo ed evolve in modo sempre più sintetico, a tratti enfatizzando e, contemporaneamente, entrando in competizione visiva con le figure.
Spesso le mostre sono completate da una performance. In passato questa costituiva un sostegno, un ancoraggio tra l'artista e il proprio lavoro. Più di recente, la forza e l'energia delle "azioni" è stata assorbita dal dipingere, trasformazione naturale da cui trapela la volontà di riconsegnare la pittura alla sua purezza.
La Collezione Maramotti con questa mostra apre il terzo anno di attività nello spazio progettuale, che ospita mostre realizzate ad hoc dagli artisti invitati.
Le opere divengono parte della Collezione permanente con l'obiettivo di fondere pratiche di acquisizione e di accrescimento del patrimonio iconografico con quelle della sua fruizione pubblica.
Pattern Room, così è titolato lo spazio, è il locale dove in passato - quando l'edificio era fabbrica di produzione - venivano realizzati modelli e prototipi. Dimensione progettuale e sperimentazione accomunano la vocazione di questo luogo, dal passato ad oggi.
La mostra, ad ingresso libero, è visitabile dal 28 febbraio al 2 maggio 2010 negli orari di apertura della collezione permanente.
Giovedì e venerdì 14,30 - 18,30
Sabato e domenica 9,30 -12,30 e 15,00-18,00
Chiusura: 25 aprile e 1° maggio 2010
Info:
Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66
42124 Reggio Emilia
tel. 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
www.collezionemaramotti.org
302: Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea
Associazione Culturale
Il Presidente, Lino Zanichelli, invita la S.V. all'inaugurazione delle mostre Linea veloce Bologna-Milano 2009
L'Ospitale, Via Fontana 2 Rubiera, Reggio Emilia
Tim Davis
Il tecnogiro dell'ornitorinco
Interlinea / Marcello Galvani Magnagallo Est
Enrico Benvenuti, Cesare Fabbri, Francesca Gardini, Lorenzo Lotti, Emilio Giberti, Allegra Martin, Nicoletta Minto, Paolo Monti, Chiara Natta, Francesco Neri, Luca Nostri, Enrico Pasinato, Enrico Piacentini, Mattia Sangiorgi.
Sabato 20 Febbraio 2010, ore 18,00
L’Ospitale, Via Fontana 2 - 42048 Rubiera (Re)
Interverranno
Lino Zanichelli
(Presidente)
(Sindaco di Rubiera)
(Assessore mobilità e trasporti Regione Emilia-Romagna)
Sabato 20 Febbraio 2010
L'Ospitale, Via Fontana 2 Rubiera
Giornata di studio
Grandi Opere. Fotografia e ricerca
ore, 10,00
Territorio e Grandi Opere
Intervengono
Matteo Agnoletto
(architetto)
Giovanni La Varra
(architetto)
Nicola Marzot
(architetto)
Francesca Fabiani
(responsabile collezioni MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo)
Conduce
Stefano Munarin
(urbanista)
Partecipano
Giorgio Falco
(scrittore)
Antonello Frongia
(storico della fotografia)
William Guerrieri
(coordinatore, Linea di Confine)
Roberta Valtorta
(direttore, Museo per la Fotografia Contemporanea)
Conduce
Tiziana Serena
(storica della fotografia)
In collaborazione con
Ferrovie dello Stato
MAXXI, Museo Nazionale delle Arti XXI secolo
Regione Emilia-Romagna
Con il contributo di
Ferrovie dello Stato
Railconsult
Calcestruzzi Corradini, Spa
Comune di Rubiera
20 Febbraio -10 Aprile 2010
Sabato/Domenica 10,00-13,00 / 16,00 19,00
Altri giorni su appuntamento
Ingresso 3,00 Euro
Per info.:0522629403
linconfine@comune.rubiera.re.it
301: Laboratorio di fotografia di spettacolo
1° LABORATORIO DI FOTOGRAFIA DI SPETTACOLO
Correggio, 14-17 aprile 2010
presso il Teatro Bonifazio Asioli
L’Associazione Culturale FOTOGRAFI PER LO SPETTACOLO, in collaborazione con il Centro per la Fotografia dello Spettacolo di San Miniato, organizza un Laboratorio di Fotografia di Spettacolo presso il Teatro Bonifazio Asioli di Correggio con il Patrocinio del Comune di Correggio, la direzione di Massimo Agus e la partecipazione di Vasco Ascolini e Roberto Masotti.
Il laboratorio si tiene in concomitanza con Correggio Jazz 2010 e si articola in una parte pratica che prevede riprese fotografiche alle prove e durante concerti, in due incontri tenuti da Vasco Ascolini e Roberto Masotti, e nella realizzazione di un portfolio finale.
L’iscrizione al Laboratorio deve pervenire, compilando il modulo allegato, per e-mail o fax entro venerdì 02 aprile 2010 al seguente indirizzo:
Associazione Culturale Fotografi per lo Spettacolo
Corso Mazzini n°36 42015 Correggio (RE)
fotografiperlospettacolo@
fax al n°0522 633470
info 3489229447
martedì 9 febbraio 2010
300: 300!
299: Nikon 16-35 f/4 G ED VR e Nikon 24 f/1.4 G ED
Ecco i link a due articoli su dpreview:
16-35
24
298: Canon EOS 550D
Con un nuovo sensore CMOS APS-C da 18 megapixel, abbinato all'avanzato processore d'immagine Canon DIGIC 4 e con la possibilità di girare filmati Full HD, i neofiti e gli appassionati di fotografia hanno la possibilità di esplorare nuovi livelli di creatività.
Come ci si aspetta da una reflex EOS, anche EOS 550D è costruita con specifiche di alta qualità. Sulla base dei commenti degli utenti, EOS 550D è stata dotata di pulsanti più grandi e intuitivi, ridisegnati in seguito a questi feedback. Inoltre, dispone di un pulsante supplementare sulla nuova impugnatura della batteria, che consente di modificare le impostazioni del diaframma quando si scatta con la fotocamera in posizione verticale, senza la necessità di girare il corpo macchina.
"La fotografia digitale reflex ha catturato l'immaginazione dei consumatori a livello globale", ha affermato Massimiliano Ceravolo, Country Director di Canon Consumer Imaging Italia. "Ogni anno, sempre più persone sono alla ricerca della possibilità di registrare gli eventi più importanti della loro vita con una qualità ineguagliabile, o desiderano sperimentare ed esplorare la propria creatività. EOS 550D ridefinisce la categoria reflex entry-level, mettendo le tecnologie e le caratteristiche precedentemente appannaggio del professionista nelle mani del fotoamatore, consentendogli di ottenere risultati eccezionali. Con EOS 550D, i consumatori sono liberi di esplorare i limiti della propria visione creativa".
Costruzione EOS: qualità Canon
EOS 550D rende la potente tecnologia imaging di Canon più accessibile al fotografo alle prime armi.
L'avanzato processore d'immagine Canon DIGIC 4, il sensore da 18 MP, l'impostazione ISO standard da 100 a 6400 (espandibile a 12.800), oltre alla tecnologia di riduzione del rumore, aumentano le prestazioni della fotocamera in condizioni di luce scarsa. Il sistema di digitalizzazione delle immagini a 14 bit produce una vasta gamma di sfumature dai toni morbidi, colori naturali per stampe di alta qualità e un'ottimale visualizzazione su schermo.
Per una rapida e precisa messa a fuoco, EOS 550D dispone di un sistema autofocus a 9 punti con un punto a croce centrale, sfruttabile con obiettivi con apertura massima f/2,8 o più veloci. EOS 550D supporta anche uno scatto continuo ad alta velocità, da 3,7 fotogrammi al secondo (fps). Queste funzionalità offrono agli utenti la possibilità di esercitare un maggiore controllo sulle loro immagini, consentendo loro di catturare la sequenza di un'azione con facilità e precisione.
Continuando la tradizione Canon nel mutuare nuove tecnologie e nuove funzioni dalle sue reflex più avanzate e professionali, EOS 550D comprende il sistema di misurazione iFCL introdotto per la prima volta con EOS 7D. Novità per la nuova EOS è la possibilità di impostare il limite massimo del valore ISO Auto, consentendo così di controllare ed eventualmente contenere la quantità massima di rumore nelle immagini. Per la prima volta in una EOS entry level, la compensazione dell'esposizione e il bracketing possono essere impostati rispettivamente fino a più o meno cinque e due stop, consentendo al fotografo di scattare numerose versioni variamente esposte della stessa inquadratura per scegliere poi la foto perfetta, anche in condizioni di illuminazione difficili.
EOS Movie: video Full HD con controllo creativo
Dato che la possibilità di registrare video Full HD diventa sempre più importante, Canon continua a dotare le fotocamere EOS della massima tecnologia attualmente disponibile in campo reflex per quanto concerne le funzionalità multimediali. EOS 550D non fa eccezione, e registra video in risoluzione Full HD 1920x1080p, e consente inoltre ai fotografi di selezionare il frame rate preferito a 30, 25 e 24 fps, oltre a offrire video a 720p a 60 e 50 fps. EOS 550D oltre ad avere un microfono interno, incorpora una presa jack da 3,5 mm per uno stereo, che consente l'utilizzo di un microfono esterno.
I fotografi possono anche assumere il controllo manuale dell'esposizione, scegliere la profondità di campo e il grado di mosso per registrare videoclip in modo più creativo. Per fornire la migliore qualità possibile, la priorità delle alte luci può essere impostata in modo indipendente per girare filmati, senza modificare le impostazioni relative all'ambito foto. In situazioni in cui il soggetto è molto lontano, la funzione Movie Crop di EOS 550D registra solo con la zona centrale del sensore (pari a 640x480 pixel), creando un ingrandimento effettivo di circa sette volte con una risoluzione VGA. EOS 550D è la prima fotocamera nella gamma EOS con la funzionalità Movie Crop e offre ai video-fotografi una maggiore flessibilità per catturare momenti che altrimenti risulterebbero troppo distanti.
Una visione chiara del mondo
EOS 550D permette ai fotografi di visualizzare immagini e video con grande chiarezza. Lo schermo LCD Clear View da 7,7 centimetri (3") con ratio 3:2 con risoluzione di 1.040.000 punti consente di visualizzare al 100% le immagini catturate senza bordi. Il rivestimento idrorepellente e antiriflettente, rende inoltre più facile osservare lo schermo in condizioni di elevata luminosità e da diversi punti di vista.
Condividere l'attimo con amici e familiari
Per i fotografi che usano EOS 550D, riprendere ottimi video e scattare grandi foto è solo il primo passo. Grazie ad una porta HDMI integrata compatibile con High-Definition Multimedia Interface - Consumer Electronics Control (HDMI-CEC) - video e immagini possono essere visualizzati su un televisore HD-ready o superiore e controllati tramite il telecomando del televisore, accedendo direttamente ai controlli di riproduzione delle fotocamere.
Accessori
EOS 550D è pienamente compatibile con tutte le ottiche Canon EF e EF-S, e unità Flash Speedlite serie EX, tra cui il compatto Speedlite 270EX. EOS 550D è compatibile anche con il nuovo telecomando RC-6, che consente ai fotografi di catturare fotografie di alta qualità e video Full HD senza toccare il corpo della fotocamera. Il sottile comando a infrarossi può attivare il pulsante di scatto da cinque metri di distanza, con la possibilità di selezionare lo scatto immediato o con un ritardo di due secondi per una maggiore flessibilità. Il nuovo telecomando RC-6 è compatibile anche con i modelli EOS 450D, 500D, 7D e 5D Mark II.
CANON iMAGE GATEWAY: condividi le tue storie
I proprietari della nuova EOS 550D hanno accesso gratuito a CANON iMAGE GATEWAY, il portale online per la condivisione di foto e video. Gli utenti possono usufruire fino a 2 GB di capacità di memoria personale, disponendo di uno spazio sufficiente per centinaia di immagini di alta qualità. È anche supportata la navigazione mobile, che rende facile per gli amici e la famiglia vedere le foto mentre si è in viaggio.
EOS 550D sarà in vendita dal mese di marzo 2010 al prezzo indicativo suggerito al pubblico di 750 euro Iva inclusa solo corpo e di 850 euro Iva inclusa in kit con obiettivo EF-S 18-55mm 3,5-5,6 IS.
Principali caratteristiche e prezzi
- Sensore CMOS APS-C da 18 megapixel
- Processore DIGIC 4 e sensibilità ISO 100-6400 (espandibile a 12800)
- Scatto continuo fino a 3,7 fps
- Registrazione video Full HD con controllo manuale e frame rate selezionabile
- LCD Clear View da 7,7 centimetri (3") 3:2 con 1.040.000 punti
- Sistema di misurazione iFCL con sensore doppio strato a 63 zone
- Controllo Quick Screen per modificare le impostazioni di scatto
- Compensazione dell'esposizione ±5 stop.
- Selezione del valore massimo su Auto ISO
- Presa microfono stereo esterno
- Funzione Movie Crop
EOS 550D sarà in vendita dal mese di marzo 2010 al prezzo indicativo suggerito al pubblico di 750 euro Iva inclusa solo corpo e di 850 euro Iva inclusa in kit con obiettivo EF-S 18-55mm 3,5-5,6 IS.
www.canon.it
297: Due sguardi a confronto: Alain Willaume e Simona Ghizzoni
giovedì 11 febbraio 2010, ore 21
Spazio Gerra
Per gli appassionati di fotografia, in attesa della quinta edizione di Fotografia Europea, giovedì 11 febbraio, alle ore 21, allo Spazio Gerra di Reggio Emilia il fotografo francese Alain Willaume e la reggiana Simona Ghizzoni incontrano il pubblico per illustrare il loro progetto di ricerca, realizzato nell’ambito del progetto di committenza pubblica SETSE - Seeing European Culture Through a Stranger's Eyes, finanziato dalla Commissione Europea. Condurranno l’incontro Elisabetta Farioli - Direttore Musei Civici e coordinatore Fotografia Europea e Laura Gasparini - responsabile Fototeca della Biblioteca Panizzi e coordinatore progetto europeo SETSE.
Il progetto SETSE coinvolge otto nazioni europee - Italia, Francia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Grecia, Spagna e Slovacchia - nella produzione di una ricerca fotografica sul tema “La famiglia e il cibo in Europa”. Il Comune di Reggio Emilia - Servizio Istituzioni Culturali svolge il ruolo di titolare e coordinatore del progetto in collaborazione con la Fototeca della Biblioteca Panizzi nei confronti degli altri partners, rappresentati da Universidad Politecnica de Valencia (Spagna); University of Jyvaskÿla (Finlandia), Academy of Fine Arts in Poznan (Polonia); mentre i partner associati sono Les Rencontres d’Arles (Francia), Hungarian National Museum, Budapest (Ungheria), Hellenic Centre For Photoghraphy, Atene (Grecia); DOM Photography (Slovacchia). Reggio nel Mondo srl, Mondoinsieme e Reggio Children sono gli enti locali che collaborano al progetto per la residenza del fotografo francese.
Ogni partner ha scelto, tra una rosa di nomi, un fotografo da ospitare per due mesi. Ciascun paese ha seguito differenti procedure di selezione dei fotografi della propria nazione da proporre al partner associato, il quale a sua volta ha proceduto alla sua selezione seguendo criteri di merito e pertinenza artistica dell’autore.
L’Italia è associata alla Francia. In tutto si parla di 8 fotografi che daranno vita ad una interessante collettiva proposta nell’ambito di Fotografia Europea. Alain Willaume è stato prescelto da Elio Grazioli, critico e curatore di Fotografia Europea, tra i tre artisti indicati dal direttore dei prestigiosissimi Rencontres d’Arles François Hébel, per la realizzazione della ricerca fotografica in Italia. La fotografa di origine reggiane Simona Ghizzoni è stata prescelta da François Hébel tra alcuni fotografi proposti al direttore dei Rencontres d’Arles per condurre la ricerca in Francia.
Alain Willaume è stato ospite della nostra città tra dicembre e gennaio e allo stesso modo Simona Ghizzoni ha vissuto due mesi nella zona della Camargue e Bouches du Rhône dove ha condotto la sua ricerca.
Spazio Gerra
p.za XXV Aprile
42121 Reggio Emilia
INFO 0522 456635
lunedì 8 febbraio 2010
296: Mostra di Giuliana Cunéaz
Parma, Tpalazzo
Animazione video e nanotecnologie, infinitamente piccolo e dilatazioni in profondità 3D. Ma lasciando sugli schermi tracce antiche, disegni, colori nati dal pennello...
Uccellini picchiettano ripetutamente un tronco che continua a cambiare, mutevole nei colori, per le linee che lo attraversano, con vibrazioni quasi elettriche. Ma sulla superficie di quella profondità che scorre, quieti sullo schermo, fra tanta lucentezza, stanno altri piccoli volatili, fermi, dalle tinte più opache, capaci di trasmettere una sensazione concreta di materia nota, quei piccoli becchi, piume e ali, nati dal pennello che dipinge, che crea artigianalmente immagini, forme.
Svela questa felice compresenza di tecniche, di visioni - 3D ed esperienza antica della pittura - il lavoro di Giuliana Cunéaz (Aosta, 1959; vive a Milano) in Photosyntesis, che dà il titolo della videoinstallazione in mostra, flusso perenne di immagini luminose, aggregazioni di parti, nuove composizioni di elementi abitualmente invisibili all’occhio nudo, diviene titolo anche di tutto il percorso espositivo.
In occasione di questo seconda personale, dopo Davide Coltro, per il ciclo intitolato Dialettiche temporali, una rassegna “che intende riflettere sul concetto del tempo e del temporaneo” - gli artisti invitati sono affini proprio per la ricerca su supporti luminosi, per l’uso di tecnologie digitali -, sono state inaugurate due nuove sale di Tpalazzo, il Palazzo Dalla Rosa Prati, che si trova in uno dei più begli angoli di Parma, di fianco al superbo Battistero dell’Antelami.
Storia depositata nel tempo e nuove ansie espressive, dunque: così anche per Cunéaz, che gioca con le proporzioni dell’infinitamente piccolo, le nanotecnologie, dilatando particelle che evocano fondi marini, ricerche chimiche e biologiche, ma complicando ulteriormente le immagini con elementi dipinti, creati come dialogo aperto, come tenace necessità d’intervento umano, culturale.
Quanto esiste in natura segretamente viene consegnato allo sguardo in forma dilatata, artificiale. E quel continuo andare, azione nascosta, trova pausa, originale creazione, nell’inventività dell’artista che dipinge lo schermo.
Come villi e flessibili palline, strani fiori mobili, superfici ondeggianti, geometrismi e simmetrie che si sfaldano e quindi si ricompongono, confronto aperto, colorato, tra scienza e arte, dinamismo e staticità, superficie e strati profondi nelle diverse opere esposte: così in Spores and pollens grains, Nanomushroom e Nanoparticles and dandelion clock, in fotografia anche nel piccolo catalogo pubblicato da MUP - Monte Università Parma.
dal 23 gennaio al 7 febbraio 2010
Giuliana Cunéaz - Photosyntesis
a cura di Chiara Canali
Tpalazzo - Palazzo Dalla Rosa Prati
Strada Duomo, 7 - 43100 Parma
Ingresso libero
Catalogo MUP - Monte Università Parma
Info: tel. +39 0521386429; fax +39 0521502204; info@temporarypalazzo.it; www.temporarypalazzo.it;
295: Il Futurismo nella fotografia
Pordenone, Palazzo della Provincia
Lo strappo di Marinetti & Co. contro la concezione ottocentesca della fotografia come disciplina positivista. La creazione dei nuovi codici visivi futuristi in un excursus storico di oltre 120 scatti...
Per l’avanguardia futurista, la fotografia dalle fattezze armoniose di ispirazione pittorialista è cosa assolutamente superata, come scrivono Marinetti e Tato nel Manifesto della Fotografia Futurista del 1930.
Sono già altri i modelli di riferimento, come la rottura rispetto alla tradizione, l’infrazione delle regole; l’eversione tipica del Futurismo è infatti già rintracciabile nei primi multiritratti a specchio di Vittorio Alinari, che frantumano lo spazio e moltiplicano la realtà, inducendo a una riflessione sullo sdoppiamento dell’io. Tuttavia, il cammino della fotografia verso l’olimpo delle arti è inizialmente tortuoso, considerate soprattutto le diffidenze degli stessi futuristi, tra i quali Boccioni che, sulla base del pensiero bergsoniano, ritengono la fotografia un sussidio della pittura, un medium freddo che congela l’élan vital, uno strumento puramente meccanico privo dell’atto creativo del soggetto proprio delle arti tradizionali.
Proveranno i fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia a dar voce all’“insonnia febbrile”, a quel principio dell’arte-azione e al vitalismo tipico dell’approccio futurista, con la tecnica rivoluzionaria del fotodinamismo (Salutando, 1911; Dattilografa, 1913), seguiti da Fortunato Depero che, con gli eloquenti e ironici autoritratti Riso Cinico e Autoritratto con Pugno, si contrappone agli autori decadenti delineando una precisa visione del mondo.
La ricerca futurista prosegue e la fotografia italiana si apre alla modernità internazionale, collegandosi anche alle altre avanguardie europee, tanto che molti fotografi, non futuristi, aderiscono al movimento in funzione della sua poetica sperimentale. La mostra passa in rassegna i generi espressivi esplorati in maniera episodica e intuitiva tra gli anni ‘20 e ‘30: la ritrattistica e le immagini di stati d’animo (Io + gatto di Wanda Wulz, 1932; Radiosintesi di Ferruccio Demanins, 1932), la fotografia come efficace strumento propagandistico e politico, il fotomontaggio e il fotocollage (la serie Giochi Olimpici di Paladini, 1934), il camuffamento d'oggetti che approda nei ritratti sovversivi di Munari, la fotografia d’architettura, le immagini dove è centrale l’indagine sulla luce (Madonna col bambino di Guarnieri, 1931).
Merita un cenno il rapporto del Futurismo con il regime fascista e l’iconografia militare, che si traduce in immagini paradossali, dove i simboli alienanti dell’avanguardia sono usati per rappresentare il regime. Tato e Bertoglio, il primo attraverso il fotomontaggio (La rivoluzione italiana, 1931-32), il secondo attraverso l’inquadratura e la geometria formale (Simboli dell'impero, 1937; Il decennale, 1932), regalano visioni metaforiche, astratte ed estranianti.
La carica innovativa e sperimentale di queste, come di tutte le altre fotografie presenti in mostra, non può che risultare stupefacente, tanto per le tecniche usate quanto per i significati e i sensi che celano. Paradigmi che ancora oggi sono applicabili alla contemporaneità.
dal 5 dicembre 2009 al 7 febbraio 2010
Il Futurismo nella Fotografia
a cura di Giovanni Lista
Palazzo della Provincia
Via Garibaldi, 8 - 33170 Pordenone
Orario: da martedì a venerdì ore 15-19; sabato e domenica ore 10-19
Ingresso libero
Catalogo Alinari, € 28
Info: tel. +39 0434231418; fax +39 0434231410; cultura@provincia.pordenone.it; www.provincia.pordenone.it
sabato 6 febbraio 2010
294: Lenti Zeiss serie ZF.2

Di lavoro fatto in questo campo Zeiss ne ha mostrato parecchio l'hanno passato, all'inizio del 2010 arrivano le novità di un percorso che non si è fermato: il rinnovo dei vetri con baionetta F e CPU integrata per interfacciarsi alle fotocamere digitali di Nikon continua.
Già perché se Zeiss significava in passato qualità ottica ai massimi livelli, nel mondo del digitale pochi avventurieri scelgono di mettere da parte gli automatismi di scatto come la priorità dei tempi o il sistema Program per guadagnare il contrasto e la nitidezza di una lente Zeiss.
È iniziata allora una integrazione tra la solida ed affermata qualità ottica dei vari Distagon e Planar, con elementi elettronici più moderni come una CPU di gestione dell'apertura che consenta non solo di lavorare in manuale ma anche in semiautomatismo e automatismo, che possa trasmettere alla fotocamera i dati necessari a far lavorare al meglio gli algoritmi di esposizione che devono parte delle loro performance anche ai dati exif.
Nasce così la serie ZF.2 che al momento raccoglie otto vetri Zeiss tra i quali: 18 mm F/3.5, 21 mm F/2.8, 35 mm F/2, 50 mm F/2 e 85 mm F/1.4 già disponibili dallo scorso novembre, ai quali si aggiungeranno questa primavera l'obiettivo Distagon T* 28 mm F/2.8 e il Macro Planar T* 100 mm F/2. È la stessa Zeiss che lascia trapelare anche la notizia della riprogettazione completa del Distagon T* 25 mm F/2.8, ma di questo se ne riparlerà più avanti.
Se pensate che queste siano lenti inarrivabili potreste ricredervi considerando il fatto che a meno dell'IVA i prezzi si aggirano tra i 545 ed i 1386 euro a seconda dell'obiettivo. Prezzi che a ben guardare rimangono in linea con le serie professionali delle singole case.
